Nessuno pensa alle proprie password finché una di loro non serve e non funziona. Poi, in quel momento, tutto il resto passa in secondo piano: la carta di credito bloccata, l'email di lavoro irraggiungibile, l'accesso alla banca che chiede un codice che non arriva. Abbiamo chiesto a persone reali quanto spesso gli capita, e i numeri raccontano un problema più diffuso di quanto sembri dall'esterno.
Non è un caso isolato
Quasi tre persone su quattro (73%) hanno perso l'accesso a un account importante almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Un terzo lo ha vissuto due o tre volte nello stesso periodo. Non stiamo parlando di un account qualsiasi dimenticato in un angolo: parliamo di accessi che le persone stesse definiscono importanti, prima ancora di rispondere alla domanda.
La parte più interessante non è quante volte succede, ma quanto dura. Nella maggior parte dei casi il disagio si risolve in mezz'ora. Ma per una persona su otto ci vuole più di mezza giornata, e per una su sedici il recupero è durato giorni, o non è mai arrivato: l'accesso è rimasto perso.
"È fastidioso ma ci convivo"
Chiesto direttamente quanto frustra non ritrovare una password al momento giusto, più della metà risponde con una frase che dice molto: "è fastidioso ma ci convivo". Non è vera rassegnazione, è più simile a quello che si dice di un mal di schiena cronico: fa male, ma ci si è abituati a conviverci invece di risolverlo. Un altro 23% ammette che lo frustra parecchio.
Come teniamo oggi le password che contano di più
Qui i numeri spiegano perché il problema si ripresenta così spesso. Il metodo più usato, il 42% lo cita tra i propri, è semplicemente "a memoria". Al secondo posto ci sono i file su computer o telefono (30%), poi la carta (27%). Solo un quinto usa un'app o un servizio pensato apposta per questo. E l'8% è onesto fino in fondo: "non ho un sistema, vado a caso".
Nessuno di questi metodi è sbagliato in sé. Sono quelli che abbiamo sempre avuto a disposizione, e per molti accessi vanno benissimo. Il problema comincia quando è in gioco un accesso che davvero non ci si può permettere di perdere, e il metodo usato per tenerlo non è pensato per quello.
Quel 27% che usa la carta, tra l'altro, non ha bisogno di smettere: ha bisogno di farlo meglio. Se ti riconosci lì, abbiamo preparato un quaderno delle password da stampare con le linguette alfabetiche e, soprattutto, con il campo dell'indizio al posto di quello della password.
Non ho un sistema, vado a caso.
Perché partiamo da qui
Questi numeri vengono dalle stesse persone che stiamo ascoltando mentre costruiamo PacoKey: li trovi, insieme al resto di quello che ci hanno raccontato, nella pagina Diario. Non li citiamo per vendere una soluzione già pronta, non lo è ancora: li citiamo perché prima di proporre qualcosa vogliamo essere sicuri di aver capito bene il problema che proviamo a risolvere.