Nessuno diventa "il tecnico di famiglia" per vocazione. Capita e basta: un genitore che non riesce più ad accedere all'home banking, un fratello che non ricorda la password dell'email, un partner che davanti a un codice di verifica alza le mani e passa il telefono. Volevamo capire quanto è diffusa questa situazione tra le persone che abbiamo ascoltato, e la risposta è: più di quanto pensassimo.
Una persona su due
Esattamente la metà di chi ha risposto si occupa anche degli accessi digitali di un familiare, non solo dei propri. Tra questi, il caso più comune di gran lunga è un genitore: seguono altre persone della famiglia, un figlio o un partner.
Non è un dettaglio marginale. È metà del campione che, oltre a dover ricordare le proprie password, deve tenere a mente, o recuperare, o gestire da remoto, anche quelle di qualcun altro.
Nessuno diventa "il tecnico di famiglia" per vocazione.
"Lo farebbe da solo" oppure "dovrei farlo io per lui"
La parte più interessante emerge quando si chiede cosa succederebbe con un dispositivo pensato per semplificare questo compito. Le risposte si dividono quasi esattamente a metà: circa il 45% pensa che il proprio familiare lo userebbe da solo dopo essere stato guidato una volta, un altro 45% è convinto che dovrebbe comunque essere lui o lei a usarlo al posto suo.
Non è una contraddizione, è una fotografia realistica di come funziona l'aiuto in famiglia. A volte basta mostrare una volta come si fa. Altre volte la soluzione più pratica resta prendersi carico del problema in prima persona, sempre.
Perché ce lo teniamo a mente
È uno dei motivi per cui non stiamo pensando a PacoKey solo per chi lo userà da sé. Chi si occupa degli accessi di un genitore o di un partner affronta lo stesso problema due volte, spesso senza nemmeno riconoscerlo come tale. Trovi il resto di quello che ci hanno raccontato le persone ascoltate finora nella pagina Diario.